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Energia

roma 29 novembre 2023

Eni. Descalzi, cattura e stoccaggio CO2 sicura e conveniente. Le ricadute del progetto su Ravenna

Lo ha affermato alla tavola rotonda "Zero carbon technology roadmap" promossa da The European House Ambrosetti, che ha approfondito lo studio messo a punto per il forum di Cernobbio dello scorso settembre

29 novembre 2023 - roma -

La cattura e lo stoccaggio del carbonio nei giacimenti esausti è consolidata, sicura e conveniente. Lo ha affermato l'ad di Eni Claudio Descalzi alla tavola rotonda "Zero carbon technology roadmap" promossa da The European House Ambrosetti, dove è stato approfondito lo studio realizzato da Ambrosetti in collaborazione con Eni e Snam presentato al forum di Cernobbio lo scorso settembre. All'evento, unico ravennate presente Oscar Guerra, ad di Rosetti Marino.

"
Il Governo con il decreto energia si sta muovendo, le norme vanno sulla buona strada in direzione della cattura e dello stoccaggio della CO2 e c'è una forte motivazione ad accelerare il processo", ha aggiunto l'amministratore delegato di Eni. Descalzi ha fatto inoltre notare che Eni nella tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della CO2  si è mossa e ha investito tantissimo, e ha sottolineato l'importanza del progetto di Ravenna. Quindi ha salutato con favore l'approvazione da parte di Bruxelles del progetto Callisto.

Sta per diventare realtà a Ravenna, infatti, il primo impianto italiano, e del sud Europa, dedicato alla cattura e allo stoccaggio di CO2 che sarà avviato nei primi mesi del 2024.
L’alleanza vede Snam mettere a disposizione le condotte per convogliare la CO2 in un’unica rete di raccolta per poi comprimerla e stoccarla nei giacimenti esausti di gas metano di Eni al largo della costa ravennate.
Il progetto consentirà nella configurazione attuale di evitare 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti al 52% del totale delle emissioni non abbattibili con altre soluzioni. La significativa capacità di stoccaggio totale dei giacimenti di Ravenna, stimata in oltre 500 milioni di tonnellate di Co2, consentirebbe con ulteriori investimenti di catturare e immagazzinare permanentemente nel sottosuolo un 30% in più delle emissioni.

Il progetto si svilupperà in due fasi. «L’avvio della Fase 1 è previsto entro i primi mesi del 2024, con un tempo di realizzazione di poco più di un anno dalla decisione di investimento e di fatto sarà il primo dei nuovi progetti a partire in Europa. L’obiettivo è catturare e stoccare 25 mila tonnellate all’anno di CO2 emesse dalla centrale Eni di trattamento del gas di Casal Borsetti.

In una seconda fase la CO2 potrà arrivare anche da altre fonti. L’avvio di questa fase è previsto entro il 2026 e avrà una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate all’anno di CO2 al 2030 e aumenterà nelle fasi successive a 16 milioni di tonnellate all’anno con possibilità di ulteriori espansioni.

Importante l’impatto economico: oltre a preservare il valore aggiunto del settore ‘Hard to Abate’, consentirebbe anche lo sviluppo a livello nazionale di una nuova filiera specializzata, in grado di generare un ulteriore valore aggiunto al 2050 di 30 miliardi e opportunità di occupazione, con una media annua di 18mila addetti.

Come spiega Stefano Venier, CEO di Snam, attorno al progetto di Ravenna si svilupperà un’infrastruttura potenzialmente in grado di attrarre anche nuovi insediamenti sul territorio italiano e di sostenere – commenta Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House Ambrosetti - la competitività di settori industriali che complessivamente, tra impatto diretto, indiretto e indotto, generano 62,5 miliardi di euro di valore aggiunto (pari al 3,2% del Pil italiano) con circa 1,27 milioni di posti di lavoro (pari al 5,6% dell’occupazione italiana). La diffusione della cattura e stoccaggio della Co2 favorirà la creazione di una catena del valore che consentirà di generare 1,55 miliardi di euro di valore aggiunto e 17mila posti di lavoro al 2050.

Va sottolineato che il progetto delle aziende emettitrici di CO2 di Ravenna e Ferrara (Versalis, Yara Ferrara, Marcegaglia, Cabot; inizialmente c'erano anche Polynt ed HerAmbiente) non ha avuto il supporto del Cinea, ma le imprese stanno studiando nuove forme per portare avanti gli investimenti necessari.




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