Porti
Capitale italiana del Mare 2026. Il sindaco: «Ravenna al centro della blue economy»
Benevolo (AdSP) rilancia il ruolo dello scalo, il comandante Tattoli e il sostegno della Capitaneria, l'ammiraglio Ribuffo spiega le ragioni del premio, Riciputi (Confindustria) e Fiorini (Marcegaglia) sottolineano il valore per il sistema produttivo
Benevolo ha sottolineato come questo traguardo arrivi in un momento particolarmente significativo per lo scalo: «È un grandissimo riconoscimento per tutto il cluster marittimo e portuale di Ravenna». Un risultato che, ha spiegato, si innesta su un percorso già avviato e su un programma di iniziative che ora potrà essere ulteriormente rafforzato.
Tra queste spicca Deportibus,il Festival dei Porti italiani, in programma a Ravenna dal 21 al 23 maggio, appuntamento che metterà al centro il ruolo della portualità nel sistema economico e culturale del Paese. «Avevamo già immaginato questo evento – ha spiegato Benevolo – e ora, con questo riconoscimento, possiamo potenziarlo ulteriormente». Il festival sarà un momento di confronto e di apertura alla città, con dibattiti, iniziative culturali e momenti di spettacolo dedicati ai temi della portualità italiana, dei traffici marittimi e del rapporto tra porto e città, in un contesto reso ancora più ricco dalla candidatura e dalla vittoria di Ravenna.
Per il presidente dell’Autorità portuale, il titolo rappresenta soprattutto una conferma del peso strategico dello scalo ravennate. «Al di là dell’evento – ha osservato – questa vittoria è un momento importante per la città e per il porto». Solo poche settimane fa, infatti, Ravenna ha rilanciato la propria leadership nei traffici di rinfuse, consolidando una posizione di primo piano nel panorama portuale nazionale.
Il porto di Ravenna, ha ricordato Benevolo, svolge un ruolo fondamentale per l’economia italiana: «È la porta d’ingresso delle materie prime per molte produzioni del Made in Italy». Una funzione che si lega alla storia marittima della città e al suo rapporto secolare con il mare.
In questo senso, sia l’appuntamento di maggio sia il titolo di Capitale del Mare contribuiscono a “sigillare” la rilevanza nazionale della portualità ravennate e a rafforzarne la visibilità. Ma, ha aggiunto il presidente dell’Autorità portuale, questo riconoscimento rappresenta anche uno stimolo a guardare avanti e ad affrontare le sfide ancora aperte.
«Ci spingerà a lavorare ancora di più», ha detto Benevolo, ricordando che accanto agli eventi e alla dimensione culturale restano centrali i temi strutturali legati allo sviluppo dello scalo. Tra questi, in particolare, il potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie necessarie a sostenere la crescita dei traffici e a rafforzare ulteriormente il ruolo del porto di Ravenna nel sistema logistico nazionale.
Anche il direttore marittimo dell'Emilia-Romagna e comandante della Capitaneria di Porto Maurizio Tattoli ha espresso soddisfazione per la bellissima iniziativa che mette in luce il lavoro del Governo per mettere al centro la cultura marinara: «Saremo vicini - ha detto - a tutte le iniziative che saranno portate avanti».
La motivazione del premio assegnato alla città di Ravenna è stata letta dall'ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento Politiche del Mare: «La proposta si è distinta per la coerenza con gli obiettivi del bando, la qualità del programma e la credibilità dei risultati attesi, grazie anche a indicatori di performance chiari e realistici».
Mario Riciputi (presidente di Confindustria Romagna) esprime «grande soddisfazione: un successo meritato, che riconosce il rapporto unico della città con la cultura marittima e conferma la centralità del Porto come cerniera che sa unire industria, energia e turismo.
Ravenna, la sua storia e la sua industria sono indissolubilmente legate all’acqua: nei secoli, il mare ne ha definito l’ascesa e lo sviluppo economico e sociale che conosciamo ancora oggi. La comunità produttiva si impegna a potenziare e accrescere ogni giorno questo immenso patrimonio.
L’economia del mare si dirama su molteplici filiere e direttrici: il plauso per questo risultato va all’Amministrazione Comunale e a tutti i soggetti del tavolo di lavoro che hanno preparato il dossier di candidatura, realizzando un lavoro collettivo che con coesione e determinazione ha saputo delineare un progetto basato su una strategia precisa di valorizzazione di tutte queste componenti.
I cambiamenti quotidiani impongono rapidi adattamenti a scenari in continuo mutamento. L’Autorità Portuale e l’intero sistema imprenditoriale del porto, del distretto chimico, energetico e logistico, hanno dimostrato di saper tenere il passo delle transizioni in corso costruendo attraverso una fattiva progettualità, a partire dall’hub, una visione chiara delle prospettive future».
«Siamo felici di condividere una notizia che parla di Ravenna e del suo futuro: per un’azienda come Marcegaglia, che opera da oltre 40 anni nell’area industriale ravennate e vive ogni giorno il legame tra territorio, industria, porto, innovazione ed energia, questo riconoscimento rappresenta molto più di un titolo simbolico – commenta Aldo Fiorini, direttore dello stabilimento Marcegaglia Ravenna -. È la conferma del ruolo strategico che Ravenna ricopre nel panorama nazionale ed europeo per l’economia del mare, la logistica, la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile. Questo territorio è da sempre sinonimo di competenza, qualità del lavoro e capacità di fare sistema: complimenti a tutte le istituzioni, le imprese, le comunità, i professionisti che hanno reso possibile questo risultato».
Ravenna è la prima città italiana ad essersi aggiudicata il titolo di Capitale italiana del Mare. La nomina, istituita dal bando indetto dal Dipartimento per le Politiche del Mare, è avvenuta ieri, a Roma, nella sala monumentale della presidenza del Consiglio dei Ministri, alla presenza, tra gli altri, del ministro Nello Musumeci e del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni. Oltre cinquanta, per la precisione 54, le città che hanno presentato la loro candidatura.
“Siamo profondamente emozionati per la vittoria di questo titolo - osserva il primo cittadino - giunto al termine di un percorso che è stato davvero veloce, ma che allo stesso tempo ha rivelato l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio.
Sono state premiate la nostra solidità, il nostro pragmatismo e la capacità di fare rete di fronte alle sfide, e siamo pronti a cogliere un’opportunità che sarà foriera di un’ulteriore crescita per tutta la città. Ci tengo a dire che questo riconoscimento lo dedichiamo a due realtà che hanno dato un senso molto profondo al termine ‘comunità del Mare’, rendendo il nostro mare davvero accessibile a tutte e tutti, ovvero le associazioni ‘Insieme a Te – La spiaggia dei Valori’ e 'Marinando'.
Ravenna ha un potenziale enorme da esprimere e da questa determinante esperienza è emersa ancora di più la grande capacità di lavorare insieme: il nostro obiettivo sarà quindi quello, come Amministrazione, di supportare e aiutare a sviluppare la trasversalità che connota la nostra ‘comunità del mare’, motore di questo progetto, e portarla ad aprirsi ai cittadini e al Paese”.
Il ‘Tavolo del mare’ è stato molto partecipato ed è rappresentato da diverse realtà, tra cui spiccano Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale "Nullo Baldini"; CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta del progetto.
“Per produrre questo dossier - prosegue Barattoni - abbiamo lavorato con la consapevolezza di voler rinforzare il palinsesto di eventi presenti: ci teniamo a sottolineare che nella nostra candidatura abbiamo valorizzato l’esistente, istituzionalizzando la presenza dei diversi attori che vi partecipano.
Ravenna è una realtà complessa, con i suoi nove lidi, i 35 chilometri di costa, le pinete, le valli, il Parco del Delta, il porto, la Darsena; è una città la cui storia ci parla ancora oggi e con cui dialoghiamo per guardare al domani; è un sistema città-porto, frutto delle millenarie trasformazioni della linea di costa, dell’assetto urbano e portuale, un territorio in continua trasformazione che oggi conta anche su una dimensione digitale che lo proietta al futuro.
Per questo, siamo conviti che questa candidatura aiuterà l’intero sistema a fruire di un migliore raccordo: in quest’anno apriremo ulteriori spazi di partecipazione per coinvolgere la ‘comunità del Mare’e i territori, e lo faremo tramite direttrici diverse e complementari ”.
Sono numerose le sfide che questo titolo porta ad affrontare e che saranno declinate in tre macro aree: ‘cittadinanza blu e civiltà del Mare’; ‘A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare’; ‘Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu e dell’Italia’.
Moltissimi gli eventi che animano il dossier: la prima iniziativa simbolica sarà l’inaugurazione della statua del Marinaio il 20 marzo, a Porto Corsini, mentre l’11 aprile, in occasione della Giornata nazionale del mare, verrà organizzata una festa di presentazione del progetto alla città; a maggio è stata voluta, a Ravenna, la manifestazione ‘Deportibus’ - il festival dei porti che collegano il mondo e che mette Ravenna al centro delle tematiche sulla portualità - in programma dal 21 al 23 con il coinvolgimento di numerosi stakeholder con la regia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale.
Oltre al patrocinio del Comune, l’evento, ideato e realizzato da IBG-Italian Blue Growth, vede quelli di Commissione Europea, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera, Assoporti e la collaborazione di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna e Camera di Commercio Ferrara Ravenna.
Il programma dedicato alla civiltà del mare si intreccerà anche con l’Anno Teodoriciano 2026 e con il nuovo allestimento museale dedicato alla cosiddetta Barca di Teodorico al Museo Classis; il ’26 sarà anche l’anno di potenziamento della ‘cittadinanza blu’, per un percorso di consapevolezza e di educazione al mare all’interno di un progetto ambientale di tutela e valorizzazione che verrà rafforzato anche dal completamento del Parco Marittimo.
Storicamente, Ravenna è tra le città che hanno contribuito all’istituzione delle vacanze al mare: è stata innovativa allora, nell’Ottocento, e lo è ancora oggi, grazie alla capacità di esprimere una nuova proposta balneare in chiave sostenibile.
Tutti questi elementi convivono con le numerose componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alle pratiche di diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine, come dimostrerà l’ampliamento del polo scientifico Cestha con un primo centro di ricerca dedicato ai cavallucci marini. Nei prossimi anni Ravenna sarà infatti la prima in Italia ad ospitare un’area protetta in ambiente marino con fondali sabbiosi nello specchio di acqua tra Lido di Dante e Lido di Classe.
Di particolare importanza, l’istituzione del Premio 'Donne e Mare' e la progettazione di un percorso per agevolare imprese innovative legate alla blue economy.
Il progetto Ravenna Capitale italiana del Mare 2026 vedrà un evento conclusivo a fine anno in Darsena.
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