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ravenna 12 giugno 2026

TCR compie 25 anni, tra crescita dei traffici e sfide del futuro

Il Terminal Container Ravenna guarda ai prossimi investimenti: fondali più profondi, collegamenti ferroviari verso Trattaroli, gate digitali e nuove opportunità dalle materie prime critiche

TCR compie 25 anni, tra crescita dei traffici e sfide del futuro
12 giugno 2026 - ravenna - Venticinque anni di attività e una nuova fase di sviluppo. Il Terminal Container Ravenna (Gruppo Sapir) celebra il proprio venticinquesimo anniversario in un momento particolarmente significativo per il porto ravennate, caratterizzato da una crescita dei traffici, da nuovi investimenti e da importanti sfide infrastrutturali che saranno decisive per il futuro dello scalo.

L’anniversario è stato festeggiato giovedì 11 giugno al Cala Celeste di Lido Adriano alla presenza delle principali autorità cittadine e portuali, insieme ai dipendenti del terminal e a una folta rappresentanza di operatori, agenzie marittime, spedizionieri, compagnie di navigazione, autotrasportatori e servizi tecnico-nautici. Un momento che ha voluto sottolineare il ruolo assunto da TCR all'interno della comunità portuale ravennate e nel sistema logistico dell'Adriatico.

Alla serata sono intervenuti il presidente dell'Autorità Portuale Francesco Benevolo, il direttore marittimo dell'Emilia-Romagna e comandante della Capitaneria di porto Maurizio Tattoli, mentre erano presenti Riccardo Sabadini presidente Sapir, il questore Gianpaolo Patruno, rappresentanti di Carabinieri, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. Il sindaco Alessandro Barattoni ha augurato a TCR di «continuare sulla strada dell'innovazione e della competitività perché un porto che cresce come il nostro non può fare a meno di un terminal container autorevole, moderno e dinamico».

Nato nel 2001 per gestire il traffico container del porto di Ravenna, TCR è oggi uno dei principali terminal dell'Adriatico settentrionale e rappresenta uno dei punti di riferimento per i collegamenti marittimi tra il sistema produttivo del Nord Italia e i mercati internazionali. In questi venticinque anni il settore della logistica è profondamente cambiato: sono cambiate le dimensioni delle navi, le esigenze degli armatori, le tecnologie operative e le catene di approvvigionamento globali. TCR ha attraversato tutte queste trasformazioni, arrivando oggi a una nuova fase di crescita.

«I primi mesi del 2026 confermano infatti - sottolinea il presidente Giannantonio Mingozzi - un andamento positivo. Il traffico containerizzato registra un incremento compreso tra il 7 e l'8% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che consolida il recupero dei volumi dopo gli anni segnati dalla pandemia e dalle successive tensioni geopolitiche. Una crescita sostenuta anche dal rafforzamento delle relazioni commerciali con alcuni dei principali protagonisti dello shipping mondiale».

MSC continua a rappresentare il principale partner del terminal, ma nel network ravennate operano stabilmente anche compagnie come Maersk Line, Evergreen, Cosco, CMA CGM, ZIM e Borchard Lines.

Proprio l'evoluzione del trasporto marittimo impone oggi nuove risposte infrastrutturali. La principale riguarda l'approfondimento dei fondali. «Le nuove generazioni di navi portacontainer - aggiunge Mingozzi - richiedono pescaggi sempre maggiori (riconosciuti dalle Ordinanze della Capitaneria di Porto) e il completamento del progetto di adeguamento dei fondali è essenziale per mantenere la competitività dello scalo».

L'obiettivo indicato dal management è raggiungere quota 12,50 metri, passando prima attraverso il traguardo intermedio degli 11,50 metri, «senza questo intervento il rischio è quello di limitare la capacità di attrarre servizi marittimi sempre più importanti».

Accanto al tema dei fondali emerge quello della ferrovia. Per il futuro del traffico container non basta infatti poter accogliere navi più grandi: è necessario garantire anche collegamenti terrestri efficienti. In quest'ottica assume un ruolo strategico il completamento del collegamento ferroviario tra la rete nazionale e l'area Trattaroli, destinata a diventare una delle principali aree di sviluppo del porto.

«L'area Trattaroli - dichiara il presidente - rappresenta infatti una delle scommesse più importanti per i prossimi anni. Rispetto all'attuale terminal container dispone di spazi più ampi, fondali migliori e tempi di accesso più rapidi per le navi. Negli ultimi mesi ha già mostrato le proprie potenzialità nel settore automotive, con la movimentazione di decine di migliaia di veicoli. L'obiettivo è ora estendere queste opportunità anche al comparto containeristico, creando nuove capacità operative per accompagnare la crescita futura dello scalo investendo in infrastrutture, sicurezza sul lavoro, formazione dei giovani e nuove tecnologie, elementi indispensabili per mantenere elevati standard di affidabilità e competitività».

Parallelamente TCR sta investendo nella digitalizzazione delle operazioni. Entro breve entrerà in funzione un nuovo sistema di accesso basato su software avanzati e totem elettronici. Gli autotrasportatori potranno effettuare le procedure di registrazione in anticipo, prima di accedere alle aree del terminal.

La crescita dei traffici impone infatti una continua ottimizzazione degli spazi e dei processi. Il terminal sta investendo anche nella riorganizzazione dei piazzali e nella gestione dello stoccaggio, con particolare attenzione alla gestione dei container vuoti e all'aumento della capacità operativa complessiva.

Nel futuro del terminal potrebbe inoltre trovare spazio un settore destinato ad assumere un'importanza crescente a livello europeo: quello delle materie prime critiche e delle terre rare, se utilizzeranno, come probabile, il contenitore. TCR ha già manifestato la propria disponibilità a svolgere un ruolo nella gestione logistica di questi materiali strategici per la transizione energetica e tecnologica, mettendo a disposizione esperienza, mezzi e competenze qualora Ravenna dovesse essere coinvolta nello sviluppo di un hub europeo dedicato alle materie prime critiche.

«Il traguardo dei venticinque anni - conclude Mingozzi - diventa così non soltanto l'occasione per guardare al percorso compiuto, ma soprattutto un momento per delineare il futuro. Fondali più profondi, nuovi collegamenti ferroviari, digitalizzazione, ampliamento delle aree operative e nuovi traffici rappresentano le direttrici lungo le quali TCR punta a rafforzare il proprio ruolo nel sistema logistico nazionale e internazionale, contribuendo alla crescita del porto di Ravenna e dell'intero territorio».


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