Porti

roma 18 febbraio 2015

“Il futuro dei Porti”, iniziativa dell'Ancip

Imprese e servizi, contrari al ddl concorrenza del Mise, chiedono competenza esclusiva del ministero delle infrastrutture e dei trasporti e procedure condivise

18 febbraio 2015 - roma - Oggi l'ANCIP (Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali) ha organizzato l’iniziativa “Il futuro dei Porti”, rivolta a tutto il cluster marittimo nazionale, agli operatori di settore e al mondo politico, prendendo spunto dal recente Ddl Concorrenza e dalla riunione degli Stati generali svoltasi il 9 febbraio su convocazione del Ministro Lupi.

La partecipazione è stata qualificata e numerosa. E’ intervenuta la quasi totalità del cluster marittimo con i suoi massimi rappresentanti, il mondo delle ex Compagnie portuali, i Servizi tecnico-nautici (ANGOPI, Federpiloti, Assorimorchiatori e Federimorchiatori), naturalmente più sensibili al problema perché più toccati dai contenuti dal Ddl Concorrenza, il mondo dei Terminalisti con Assiterminal e Assologistica, i tre Sindacati CGIL CISL e UIL, la DG Porti del Ministero delle Infrastrutture con il Dott. Enrico Pujia, l’Ente di Statistica ISFOR ed Assoporti che, attraverso il suo presidente Pasqualino Monti, ha tratto le conclusioni dell’incontro.

Inoltre è intervenuto il mondo politico, con la rappresentanza di chi si occupa di Porti nei maggiori partiti: i presidenti delle Commissioni di Camera e Senato – l’On. Michele Meta ed il Sen. Altero Matteoli – oltre al capogruppo del PD in Commissione al Senato, Sen. Marco Filippi. Erano inoltre presenti gli onorevoli Tullo e Pagani e parlamentari delle regioni del Sud.

Tutti hanno delineato, in modo unanime, la strada che si intende perseguire: abbandonare le vie brevi, le discussioni in camera caritatis e tornare ad una discussione parlamentare, che coinvolga tutti i soggetti istituzionalmente rappresentativi.

La presenza ravennate, come sempre, è stata massiccia e qualificata: hanno partecipato, oltre ad un nutrito gruppo di circa 40 lavoratori portuali, rappresentanze del Corpo Piloti e del Gruppo Ormeggiatori.
Inoltre, oltre al moderatore, Roberto Rubboli Direttore di ANCIP, al tavolo della presidenza c’era Allen Boscolo presidente della Cooperativa Portuale e fra i relatori i ravennati Cesare Guidi, presidente di ANGOPI e Luca Vitiello presidente di Assorimorchiatori.

Particolarmente apprezzato l’intervento del Sen. Matteoli, che ha sottolineato come la riforma già discussa nelle Commissioni parlamentari nei mesi scorsi (la cd. Riforma Grillo) sia stata fortemente voluta e concordata in maniera trasversale da tutti i partiti, di come sia stata oggetto di concertazione fra le forze politiche e le associazioni di categoria, e come meravigli il fatto che, nonostante i richiami di tutti affinché quest’ultima riprenda il suo iter, ancora giaccia in attesa del visto della Ragioneria generale dello Stato.

Gli interventi che si sono susseguiti hanno sottolineato tutti la irresponsabilità del Disegno di Legge proposto dal MISE, così come inaccettabili ed inopportuni i suoi contenuti.

Molto apprezzato il saluto d’apertura del Comandante del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, Amm. Angrisano che, dopo aver ringraziato tutti gli operatori del cluster marittimo per la solidarietà dimostrata al Corpo durante i numerosi interventi di assistenza ai profughi nelle acque del canale di Sicilia ed altrove, ha sottolineato l’importanza dei Servizi tecnico-nautici nella prevenzione e nel soccorso in mare.

Ha poi voluto rimarcare l’importanza della formazione professionale che sia i Servizi tecnico-nautici, sia che le società derivanti dalla trasformazione delle Compagnie portuali, hanno messo al centro del loro core business, investendo ingenti fondi in queste attività che, se da un lato rappresentano un onere, dall’altro rappresentano un patrimonio umano da tutelare nel lavoro nei porti.

L’intervento del Presidente ANCIP, Marco Dalli, ha poi voluto sottolineare l’importanza della professionalità profusa dalle società ex art. 16 e 17 nello svolgimento del proprio lavoro in banchina, ricordando che un intervento normativo come quello presentato dal MISE sancirebbe, da un giorno all’altro – l’eliminazione dei pool di mano d'opera ex Art. 17 della Legge 84/94, la cancellazione del contratto nazionale di lavoro dei lavoratori portuali, l’elusione di ogni significativa cautela e norma di sicurezza dei lavoratori che operano nei porti, lo svuotamento dei compiti delle Autorità Portuali e delle Autorità Marittime rispetto al controllo ed alle autorizzazione nello svolgimento delle operazioni portuali e sulle imprese portuali.

Inoltre l’imposizione di tariffe con il metodo del price-cap, più oneroso del sistema attuale per i servizi tecnico-nautici (Piloti, Ormeggiatori e Rimorchiatori), di fatto minerebbe il servizio di natura pubblica svolto da questi fondamentali tasselli dell’attività portuale.

Anche gli interventi che si sono susseguiti, ognuno per la propria competenza, hanno ribadito in modo unanime il concetto che non si può mettere in atto una riforma per un tema delicato e strategico come la portualità, senza prima aver affrontato le tematiche con gli addetti ai lavori, eventualmente riformulandole se necessarie.

Da tutti gli interventi è emersa in modo concorde la non sostenibilità di un modello di Autorità Portuale SpA che, fermo restando le ovvie difficoltà di selezione e realizzazione, vedrebbe riproporre schemi di gestione pubblica in situazioni confuse e contradditorie che vengono via via abbondonate in tutti i settori.

E’ stato inoltre più volte ribadito come questo governo, che propone assurde accelerazioni per stravolgere le regole del lavoro e dei servizi, non si adoperi per risolvere i nodi reali delle deficienze strutturale e delle pastoie burocratiche ed è stata stigmatizzata l’assoluta incapacità di porre rimedio alle assurde normative che frenano gli escavi dei porti.
Si fanno esibizioni di muscolarità ai soli fini mediatici senza raggiungere obiettivi condivisi e concreti.





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