Porti

ravenna 23 aprile 2015

Imboccatura del porto, draga forse a fine mese

23 aprile 2015 - ravenna - E’ previsto per fine mese l’avvio dei lavori di escavo all’imboccatura del porto di Ravenna, interessata da un dosso di sabbia di circa 160-180 mila metri cubi di sabbia.

I lavori sono già stati autorizzati dalla conferenza dei servizi convocata il 22 marzo scorso dall’Autorità portuale. La draga individuata per i lavori, la Gino Cucco, è però impegnata in Sicilia e sarà disponibile solo a fine aprile. Il materiale scavato verrà in parte portato al largo e in parte potrà essere utilizzato per il ripascimento degli arenili colpiti duramente dalle mareggiate di febbraio.

Il dosso si è creato durante la mareggiata del 6 febbraio. La situazione è andata via via peggiorando. Dagli originali 100 mila metri cubi di accumulo si è passati a 150-160 mila metri cubi ed è in costante aumento.

Attualmente è in vigore una ordinanza della Capitaneria di porto che impone alle navi che hanno un pescaggio massimo di 10,50 metri di accedere allo scalo soltanto in presenza di un’alta marea di 30 centimetri. Già oggi, per sicurezza, entrano navi con un pescaggio di 10,20. 

Ciò significa che molti mercantili sono costretti a scaricare in altri porti per alleggerirsi, con un danno effettivo per la realtà portuale ravennate. Il provvedimento della Capitaneria era inevitabile per garantire la sicurezza della navigazione (già alle prese con lo scafo capovolto e affiorante del tragico mercantile Gokbel), soprattutto dopo l’incidente avvenuto alla Giorgos B, nave di 185 metri di lunghezza, che si è incagliata a mezzo miglio dall’imboccatura a causa del dosso sabbioso. 

Ci sono voluti quattro rimorchiatori per consentirle di uscire dall’insabbiamento ed entrare in porto. Tra l’altro, il comandante della nave è stato multato di circa 2 mila euro dall’autorità marittima, perché il pescaggio dichiarato era 10,50 metri (il massimo consentito dal regolamento vigente nello scalo ravennate) contro i 10,70 accertati dagli uomini della Capitaneria di porto.

Lo scorso anno, in occasione di un analogo problema ma con un accumulo di 200 mila metri cubi di sabbia, i lavori durarono due mesi.

“L’ordinanza è fuori discussione – commentano alcuni operatori – ma serve un piano di manutenzione ordinaria, altrimenti a ogni mareggiata sono guai”.



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