sicurezza e cambiamento

Interviste

ravenna 15 novembre 2022

Danzi (CZ Loko Italia).Il trasporto merci deve essere gestito in modo privatistico

15 novembre 2022 - ravenna - Come è uscito il traffico merci su rotaia dal lungo periodo pandemico?

Nel complesso il trasporto merci su rotaia ne è uscito rafforzato, perché ha dimostrato una maggiore affidabilità e resilienza rispetto ad altre forme di trasporto, quali quello stradale e marittimo.

La rigidità era considerata una debolezza, ma si è trasformata in un elemento di forza.

 

La carenza di personale continua a essere uno dei problemi principali? Non è solo un problema del trasporto ferroviario merci, perché anche nel trasporto su gomma vi sono problemi analoghi.

Le imprese ferroviarie non devono essere lasciate da sole, bensì aiutate sia a formare nuovo personale che a trovare personale già formato.

Vanno semplificate alcune storture che permangono solamente in Italia come la norma sul doppio macchinista o sul mantenimento della competenza linea, che sono ormai superate dall'evoluzione tecnologica.

 

La Regione Emilia-Romagna ha rifinanziato per tre anni il ferrobonus, in generale com’è la situazione degli incentivi?

Complessivamente in sé non sarebbe malvagia, se non fosse che attualmente la crisi energetica li sta vanificando.

Il problema degli incentivi è l'incertezza, oltre al fatto che gli incentivi rischiano di creare squilibri modali come la confusione degli ultimi mesi sulle accise del gasolio; oppure effetti annuncio, come quello per la rottamazione di locomotive, che è atteso da oltre un anno e forse non arriverà mai, creando distorsioni nel mercato.

In generale credo che ci siano tutte le premesse per superare la politica degli incentivi, creando condizioni permanenti per lo sviluppo del trasporto ferroviario.  

 

Una politica dei trasporti ferroviari cosa dovrebbe prevedere?

Occorre rendersi conto che in particolare il trasporto merci deve essere gestito in modo privatistico, facendo attenzione ai costi, ma anche alla qualità e ai tempi di trasporto, alle modalità di carico e scarico.  

Altrimenti è difficile essere competitivi rispetto ai vettori stradali. È necessaria una visione concreta, superando norme oramai anacronistiche e consentendo al trasporto ferroviario di svilupparsi in linea con le migliori esperienze europee, che possono essere prese come riferimento.

 

CZ Loko come si sta muovendo sul mercato?

CZ Loko negli ultimi anni ha acquisito la leadership europea nel settore delle locomotive diesel. In particolare, si è concentrata sulle locomotive universali da manovra e linea che sono particolarmente adatte a realtà come quella italiana perché combinano ottime prestazioni, in particolare in fase di spunto, con ridotti costi di esercizio e manutenzione.

Consentendo un' elevata flessibilità di reimpiego della locomotiva in base al mutare delle esigenze.Una scelta che si è rivelata vincente ed è stata premiata in Italia e in Europa.

 

Come giudica la situazione attuale?

Sicuramente il 2022 e il 2023 saranno anni difficili a causa dei costi dell'energia e delle difficoltà di approvvigionamento.

Come Cz Loko riusciamo a fronteggiare egregiamente queste situazioni anche grazie a una filiera corta e fidelizzata.

Nel medio e lungo periodo le prospettive rimangono decisamente buone con previsioni di ulteriore sviluppo del settore.

 

Ha novità in arrivo?

Anche grazie agli ordini di imprese ferroviarie come Dinazzano Po e Mercitalia Shunting & Terminal, stiamo producendo la versione bimodale della nostra locomotiva 744. Il pantografo consente di ridurre le emissioni del diesel e di aumentare la potenza a 2200 kW. 

Siamo convinti che i motori diesel di nuova generazione continueranno a essere protagonisti ancora per diversi anni; ma siamo pronti per la transizione ecologica, per la sostituzione del motore diesel con un pacco batterie che consenta di eliminare i combustibili fossili, garantendo una ricarica rapida anche durante l'utilizzo grazie al pantografo, come avviene per gli autobus urbani.

Riteniamo che nel breve e medio periodo l'idrogeno non sarà competitivo per gli elevati costi di esercizio; quindi, non ci aspettiamo una forte domanda a breve. Ma non abbiamo problemi a produrre locomotive a idrogeno con tecnologia fuel cell, abbiamo già stipulato accordi con importanti fornitori.


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